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Istruzioni tesisti

Norme redazionali

Il testo va scritto in Times New Roman corpo 12, interlinea 1.5 e prima riga rientrata; le citazioni di meno di tre righe vanno inserite nel testo tra virgolette caporali («…..»), quelle lunghe più di tre righe in corpo 11 rientrate (e non tra virgolette); le note in corpo 10 a piè di pagina.

In corsivo i titoli delle opere, le parole in latino, i nomi scientifici, nomi di navi, aerei, astronavi, indicazioni di espressione musicale, parole dialettali, abbreviazioni bibliografiche, le parole straniere non di uso corrente declinate secondo le regole della lingua di origine (mentre le parole straniere riportate in tondo perché di uso corrente sono da ritenersi invariabili).

In tondo vanno lasciati nomi e cognomi, nomi di luoghi, i nomi dei modelli commerciali (la Punto, il Concorde), enti, movimenti spirituali (in generale tutti i nomi propri inizianti quindi con una maiuscola); sempre in tondo, ma fra virgolette alte “Bibbia”, “Vangelo”, “Antico e Nuovo Testamento”, mentre vanno in corsivo i titoli dei singoli libri biblici.

Le virgolette alte, dette anche inglesi o doppie (“…”) vanno usate per sottolineare l’uso particolare di una parola; gli apici (‘…’) solo nel caso di un secondo livello di intercitazione, infine le virgolette basse («…»), dette caporali, italiane, a sergente o francesi per introdurre e chiudere citazioni, dialoghi, pensieri o per caratterizzare parole particolari e nei titoli di giornali e periodici, sia in nota che nel testo.

puntini di sospensione o di reticenza (…) sia che indichino dubbi, sia un semplice troncamento del discorso, sono sempre tre e vanno uniti alla parola che seguono. Nel caso in cui aprano un periodo andranno uniti alla parola che precedono. I puntini precedono gli altri segni di interpunzione, tranne il punto interrogativo e quello esclamativo; dopo i puntini di sospensione il punto fermo va omesso.

Il trattino breve (-) si usa per unire, senza spazio prima e dopo; il trattino lungo () per delimitare gli incisi, con spazio prima e dopo. La preposizione latina ex usata come prefisso non va seguita da trattino.

Per il verbo essere (ausiliare o alla terza persona singolare indicativo) all’inizio della frase o comunque maiuscolo utilizzare Èe non E’.

La “d” eufonica va utilizzata unicamente per separare congiunzione/preposizione dal sostantivo/predicato/avverbio che rispettivamente termina e inizia con la stessa vocale.

numeri vanno scritti in lettere per espressioni colloquiali o stereotipate e in genere se minori di dieci, per cifre approssimative o all’inizio di un periodo; si scrivono in cifre quando si riportano con precisione misure, nelle indicazioni bibliografiche o se la scrittura in lettere genererebbe un’espressione particolarmente lunga. Sono accettabili le forme ibride (es. 10,5 milioni) ma sono da evitare nelle indicazioni di età (es. trentaduenne e non 32enne).

I numeri romani sono già ordinali, perciò non vogliono il tondino a esponente; nell’indicazione di decenni o secoli utilizzare la lettera maiuscola iniziale (es. anni Ottanta, nel Settecento).

Utilizzare la lettera maiuscola per indicare eventi storici, periodi storici o preistorici, pianeti, festività, parti di opere (es. Appendice, Introduzione), movimenti che incarnano una determinata epoca storica (es. Illuminismo, Rinascimento), istituzioni, aziende; per titoli o cariche evitare le cosiddette maiuscole di rispetto (es. il presidente della Repubblica, il re Umberto I).

Il punto fermo al termine di una frase contenente una citazione o una parola racchiusa tra virgolette basse va dopo le virgolette stesse e non al suo interno («trasformare ogni cosa in un prodotto».) Qualora vi sia in una frase di questo tipo anche l’esponente di nota, fare attenzione all’ordine: virgolette basse di chiusura, esponente di nota, punto fermo («trasformare ogni cosa in un prodotto»[1].)

Qualora si chiuda un elenco con eccetera, ricordare che dopo l’ultimo termine e prima di eccetera non si mette la virgola.

Un’eventuale omissione all’interno di una citazione va indicata tra parentesi quadre […]

Citazione titoli dei  film:

La prima volta che si cita un film utilizzare il titolo originale seguito, tra parentesi, dall’eventuale traduzione italiana +anno +autore, es. Citizen Kane (Quarto potere, 1941, di Orson Welles); dalla seconda volta in poi basta il solo titolo tradotto.

Controllare che le parole che formano i titoli dei film in inglese siano sempre maiuscole (tranne preposizioni e articoli), ad es. The Birth of a Nation oppure A Star Is Born

Esempi di indicazioni bibliografiche in nota:

Charles Affron, Star Acting,Dutton, New York, 1977.

Daniel Bernardi (a cura di), The Birth of Whiteness: Race and the Emergence of American Cinema, New Brunswick (NJ), Rutgers University Press, Dutton, 1996.

Lucy Bland, The Case of the Yorkshire Ripper: Mad, Bad, Beast or male?, in Jill Radford, Diane E. Russell (a cura di), Femicide: The Politics of Women Killing, Open University Press, Buckingham, 1992, pp. 233-252.


testi tradotti in italiano vanno indicati come segue:

Raymond Bellour, L’analyse du film, Calman- Lévy, Paris, 1995 (tr. it. L’analisi del film, Kaplan, Torino, 2005).


Più autori o curatori di uno stesso testo vanno indicati col nome per intero e separati da una virgola es: Jacques Aumont, Michel Marie.

Qualora vi fossero più di tre autori, i loro nomi vengono sostituiti da AA. VV.

Quando si cita di nuovo un libro precedentemente citato: Nome Cognome autore, Titolo, cit., p.

Per le pagine dei libri: p. (una pagina)      pp. (più pagine)

Il nome di una rivista va messo tra virgolette basse, l’anno in numero romano maiuscolo, poi il numero della rivista senza n.:

Peter Wollen, Counter Cinema: Vent d’est, «Afterimage», I, 4, 1972, pp.125-129.


Nelle note usare Ivi per stesso autore, pagina diversa; Ibidemper stessa pagina (e nonIbidem, p.). Esempi:

[1] Antonio Tabucchi, Piccoli equivoci senza importanza, Feltrinelli, Milano, 1985, pp. 131-150.

2 Ivi, p. 155.

3 Umberto Eco (a cura di), Storia della bellezza, Bompiani, Milano, 2004, p. 414.

Ibidem.

Per eventuali riferimenti all’interno del testo utilizzare le indicazioni Cfr. supra Cfr.infraseguite dal numero di pagina/pagine o di sezione (capitolo o altro) alla quale si rimanda.

Qualora venga compilata una bibliografia da inserire alla fine di un volume vanno seguite le stesse regole segnalate per le indicazioni bibliografiche in nota con l’unica eccezione, naturalmente, del cognome che andrà a precedere il nome (separato da una virgola); più autori o curatori vanno separati l’uno dall’altro da un trattino lungo (senza spazio né prima, né dopo). Esempi:

Costa, Antonio, I leoni di Schneider, Bulzoni, Roma, 2002.

Cherchi Usai, PaoloCodelli, Lorenzo (a cura di), L’eredità DeMille, Le giornate del Cinema Muto/Biblioteca dell’immagine, Pordenone, 1991.

Esempi di indicazione note:

…Cameron sistematicamente riuniti mentre gli Stoneman sono «separati da spazi lontani»[2].

…come dice Richard H. King[3] che il Sud ha avuto ragione fin dal principio.

…configurazione specifica dell’immagine filmica, che è insieme spaziale, temporale e dinamica[4].


[2] Simon Simmon, The Films of D. W. Griffith, Cambridge University Press, Cambridge 1993, p. 130.

[3] Robert H. King, Henry Taylor (a cura di), Dixie Debates: Perspectives of Southern Cultures, Pluto, London, 1996.

[4] Erwin Panofsky, Meaning in the Visual Arts, Doubleday, New York, 1955 (tr. it. Il significato nelle arti visive, Einaudi, Torino, 1962).


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