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Attività di ricerca

L'attività scientifica di Elisa Giomi riguarda prevalentemente l'analisi della cultura mediale popolare. Le sue prospettive teoriche si collocano nell'ambito della sociologia della comunicazione, dei Cultural Studies e dei Gender Media Studies. L'analisi dei generi, formati, linguaggi e pubblici della televisione definisce, complessivamente, il suo peculiare terreno di indagine, affrontato a partire dalla tesi di laurea (2001) in Teorie e tecniche del linguaggio radiotelevisivo fino alle ultime pubblicazioni, dedicate all'influenza della tecnologia digitale sull'estetica televisiva. Più precisamente, le principali linee di ricerca e pubblicazioni di Elisa Giomi possono essere descritte come segue:

1) la fiction televisiva, domestica e non, su cui Elisa Giomi ha pubblicato la sua prima monografia, "Il piacere di Vivere. Analisi di una soap opera di successo e del suo pubblico” (2004), l'articolo apparso sull'European Journal of Cultural Studies, "It has to mean something": Reading the Success of the Italian Soap Opera Vivere (2005), numerosi contributi in volumi collettanei, tra cui: "Narratività in televisione e in radio", in E. Menduni (a cura di), 2002; "Sex and the city", in F. Monteleone (a cura di), 2005; "Centralità della fiction", in F. Monteleone (a cura di), 2006. Le attività di ricerca svolte a partire dalla tesi di dottorato in Comunicazione, Media e sfera pubblica (2007), dedicata alle Mafia Stories, hanno costituito l'occasione per concentrarsi sul genere crime, affrontato con prospettive diverse benché tutte riconducibili ai Cultural Studies: le categorie analitiche di adattamento e “transculturazione” (nel capitolo "Public and Private, Global and Local in Italian Crime Drama: The case of La Piovra", in M. Ardizzoni, C. Ferrari, a cura di, 2009); la nozione di “sfera pubblica culturale” e il rapporto tra comunicazione, cittadinanza e democrazia (la piccola monografia "Il 'familismo morale'. Pubblico e privato nelle rappresentazioni della fiction poliziesca italiana", 2010); gli strumenti del Feminist Culturalist Television Criticism e, in particolare, i contributi sul rapporto tra cultura mediale popolare e neoliberismo (il capitolo "Donne armate. Sessismo e democrazia nella fiction televisiva poliziesca", in A. Simone, a cura di, 2012.); la prospettiva del postfemminismo (“Weeds”, capitolo in lavorazione per il volume curato da M. Buonanno per Intellect Books).

2) Parallelamente, con l'assegno di ricerca svolto tra il 2002 e il 2005 (titolo del progetto: "Analisi del telegiornale: l'influenza della vita quotidiana e dei racconti di fiction nella costruzione delle notizie"), Elisa Giomi ha intrapreso una nuova linea di indagine, esplorando i processi di contaminazione tra generi mediali di tipo fictional e di tipo factual. Tale linea di ricerca si è declinata, da un lato, in direzione del giornalismo e dei news media e dall’altro in direzione della reality television, dei suoi sottogeneri e formati. Sono riconducibili al primo ambito la monografia "Il giornalismo francese" (con Fabrizio Tonello), Carocci, Roma, 2006; il saggio vincitore del Premio Baskerville Mauro Wolf 2004, dal titolo "Dall'impatto al progetto. Nuovi modelli di produzione dell'informazione nei media contemporanei", in P. Adamoli, M. Marinelli, a cura di, 2005; il coordinamento del gruppo di ricerca sulla copertura quantitativa e qualitativa della Legge Finanziaria nei talk show della televisione pubblica e privata; la collaborazione con l'European Journalism Centre di Maastricht, per cui ha Elisa Giomi ha scritto il capitolo "Italy" della pubblicazione "Media Landscapes", 2010. Afferiscono invece al filone di indagine sulla reality television: il saggio uscito per la rivista Studi Culturali, “Da Drive in alla Makeover Television”, 2012; il capitolo “Pedagogia o spettacolo dell’oppresso? Uno sguardo sociologico sull’azione normativa della makeover television attraverso l’analisi di cinque programmi”, in V. Innocenti e M. Perrotta (a cura di), 2013; il lavoro in corso di realizzazione dedicato ai talent shows (“The Voice of Queer Italy. Gender Models and Roles in the Adaptation of a Global Format”, in K. Aveyard, P. Majbritt Jensen, and A. Moran, eds.).

3) Direzione di ricerca sistematicamente perseguita e trasversale alle prime due è quella relativa all'analisi dei modelli di genere veicolati dalle rappresentazioni mediali. Si iscrivono in questa area alcuni dei già citati lavori su fiction e reality television, mentre tre contributi riguardano tecnologie, ambienti e pratiche digitali: due pubblicazioni sul popolare personaggio dei videogame Lara Croft, apparse, rispettivamente, in un'antologia tedesca (Lara Croft: Ein Neues Vorbild fϋr Actionheldinnen und Frauen?, in L. Mikos, D. Hoffman, P. Winter, a cura di, 2007) e su una rivista, anch'essa tedesca ("Lara Croft: Ein Neues Vorbild fϋr Actionheldinnen und Frauen?", «TV Diskurs. Verantwortung in Audiovisuellen Medien», n. 4, 2005); un saggio dedicato ai fenomeni di cross-gender permessi dai videogame ("Gender is videogaming. Esperienze di Altro genere nei giochi elettronici", in F. Monceri, a cura di, 2006). Infine, rientrano in questo ambito due recenti saggi sulla comunicazione pubblicitaria (“Pubblicità sessista, servono le norme”, «In Genere Web Magazine», 2013 eStereotipi di genere, pubblicità e infanzia. Quale immaginario?”, in A. M. Venera, 2013).

Le tre linee di indagine descritte – sulla fiction, sull’informazione, su genere e media - hanno trovato momento di sintesi nella ricerca condotta negli ultimi quattro anni in collaborazione con il collega Fabrizio Tonello (Università di Padova), dedicata all'analisi quantitativa e qualitativa della rappresentazione della violenza contro le donne nei telegiornali italiani. La ricerca ha prodotto la costituzione di un database di 188 casi di omicidio e di un database di 473 servizi di TG, entrambi oggetto di analisi quantitativa; 250 servizi sono inoltre stati sottoposti a analisi qualitativa (analisi del discorso), anche con l'ausilio del software Nvivo. Si basano sul materiale di tale ricerca 5 pubblicazioni realizzate tra il 2010 e il 2013, incentrate su aspetti diversi (l'influenza della fiction poliziesca nei moduli narrativi e estetici della cronaca nera, l'immaginario di genere implicato nella costruzione di vittime e carnefici "ideali", l'uso politico della violenza contro le donne). Il lavoro “Il femminicidio nelle relazioni intime”, in D. Cherubini, S. Magaraggia (a cura di), 2013, costituisce prosecuzione di questo filone di indagine ma utilizza un set di dati e una metodologia di analisi differenti dai lavori precedenti; il saggio in lavorazione per un numero speciale della rivista «Problemi dell’informazione» aggiorna l’analisi ai casi di femminicidio registrati nel 2014.

Attualmente Elisa Giomi sta applicando allo studio dei media un nuovo sguardo, orientato all'analisi dei processi di costruzione discorsiva della norma e della devianza (prevalentemente di genere, ma non solo) nei programmi televisivi e nei social media.



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Direttore: prof. Paolo D'Angelo
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