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Istruzioni tesisti

Queste indicazioni sono fondamentali per una tesi magistrale, indicative per una tesina triennale.

Ogni tesi, triennale o magistrale, deve essere consegnata al relatore (o al relatore e al correlatore, se si tratta di una tesi magistrale) stampata, rilegata e in forma definitiva almeno quindici giorni prima della sessione di laurea.

Consigli per una tesi

Una tesi di tipo storiografico ricostruisce un argomento di storia del teatro, dando conto punto per punto delle posizioni e delle ricerche degli storici sopra tale argomento, e come sono cambiate nel tempo.
A tal fine il laureando deve leggere, analizzare, riassumere criticamente e paragonare almeno i due-tre testi fondamentali relativi all’argomento. E’ inoltre importante che il laureando stesso individui, nel corso delle letture e con una ricerca bibliografica autonoma, altri testi sull’argomento della tesi. Occorre dunque fare attenzione ai libri e agli articoli citati in nota e in bibliografia nei testi studiati.

Analisi di articoli e libri

L’analisi dei libri deve sfociare in una schedatura. La schedatura non è una parte della tesi, ma un lavoro preliminare.
Molti studenti chiedono tesi su argomenti contemporanei, basati per lo più su interviste. Può essere un utile esercizio, compatibile con le piccole dimensioni di una tesina triennale. Va tuttavia ricordato che le interviste, come le schede dei libri, non sono una parte della tesina (al più una appendice) ma sono un materiale da rielaborare.

La schedatura serve per portare avanti una lettura ragionata di un testo scientifico. 

Lo studente dovrebbe cercare di far attenzione ai seguenti punti:

L'argomento del testo (cioè i temi affrontati nell’articolo o libro esaminato). Nelle schede, è utile spiegare il tema o i temi del testo, riassumendo per punti gli aspetti più rilevanti della ricerca. Per farlo, è necessario uno sforzo di sintesi, tralasciando particolari e notizie specifiche, e dando invece conto per punti degli argomenti fondamentali trattati dall’autore.

L’impostazione che l’autore ha adottato nel suo testo. Lo studente dovrebbe riflettere sul modo in cui l’autore ha deciso di strutturare l’esposizione del tema studiato. Per la comprensione di questo aspetto è fondamentale, al termine della lettura del testo, ripercorrere il testo (per i volumi, ricorrere anche all’indice), per capire se il testo è strutturato in 2, 3 o più sezioni principali; se queste parti rispecchiano la volontà dell’autore di seguire, nell’esposizione della sua ricerca, un filo cronologico, geografico o tematico; ecc.

Lo scopo del testo. E’ fondamentale, inoltre, riflettere sul perché l’autore ha ritenuto importante studiare un certo argomento e cosa ha inteso dimostrare con la propria ricerca. In genere gli studenti tendono a considerare il perché come cosa scontata, ma non è così. Dovrebbero riflettere in particolare sulla posizione che l’autore assume rispetto agli studi precedenti, ponendosi almeno i seguenti interrogativi: critica esplicitamente o implicitamente la storiografia precedente? Oppure l’importanza del testo è data dall’assenza di studi sull’argomento? da una lettura diversa delle fonti? da un nuovo metodo di indagine? Quali testi hanno condotto ad un’interpretazione diversa e innovativa di un certo fenomeno o di una certa figura rispetto alla storiografia tradizionale? ecc.).

Fonti utilizzate. Anche nel corso di una tesina triennale, e molto di più in una tesi magistrale, è necessario riflettere sulle fonti: su quale tipo di testimonianze si basa la ricerca esposta nel testo? È necessario qui concentrarsi sulle fonti di prima mano utilizzate dall’autore, ossia i documenti, le cronache, l’iconografia, ecc., prese in esame. In generale, oltre ad accenni sparsi nel testo, l’autore cita nelle note le fonti di cui si è servito per sostenere le sue idee: va dunque prestata attenzione alle note per capire su quale tipo di fonte si basa la ricerca.

Stesura della tesi

Il laureando dovrebbe prestare molta attenzione alla grammatica, e possibilmente anche allo stile italiano.
Oltre a questo problema, che potrebbe sembrare scontato, e non lo è, ci sono i problemi di struttura della tesi.
La struttura di base di una tesi può essere articolata in quattro parti:
1) Introduzione dell’argomento
2) Singole problematiche che lo costituiscono (in più paragrafi)
3) Analisi di come le singole problematiche sono state affrontate dai diversi autori (in più paragrafi, e eventualmente anche in due o tre capitoli)
4) Sintesi finale

Introduzione dell’argomento. Rapida introduzione (3-5 pagine) dell’argomento scelto, indicandone gli aspetti più rilevanti (secondo il parere del laureando). Ci deve essere uno sforzo di sintesi, tralasciando i particolari di dettaglio. Tuttavia, il quadro presentato deve essere completo. 

Singole problematiche. Ogni argomento è costituito da svariate problematiche, e non necessariamente tutti gli autori le hanno affrontate. Il laureando individui le diverse problematiche e le esponga in vari paragrafi.

Analisi di come le singole problematiche sono state affrontate dai diversi autori. Per ogni problematica, il laureando si sforzi di indicare quali autori la hanno trattata, in che modo e per quali ragioni. Presti attenzione alle fonti e ai metodi di analisi. Quali fonti sono state utilizzate di preferenza? L’autore ha utilizzato fonti prima sconosciute? Si è basato sulle ricerche anteriori, senza consultare direttamente le fonti? Quali metodi di analisi ha seguito? Ha usato un metodo comparativo, o quantomeno ha compiuto paragoni con altre situazioni?

Il laureando si sforzi anche di fornire un parere "scientifico" sulla produzione dei diversi autori, chiedendosi, per esempio, se le idee di dell’autore appaiono convincenti, se attraverso il testo l’autore riesce a dimostrare ciò che si prefigge, se vi è congruenza tra le premesse e lo svolgimento della sua ricerca, o viceversa se e perché si abbia l’impressione che alcune tesi siano infondate.

Sintesi finale. Il laureando esponga una propria trattazione del tema. Nel fare ciò, risponda anche alle seguenti domande: Come è stato inteso il tema dai diversi autori? Quali problematiche hanno trattato? Come cambiano nel tempo e a seconda degli autori le diverse problematiche del tema in questione? Quali problematiche sono state affrontate dal complesso degli autori, e quali solo da alcuni? Quali collegamenti i diversi autori hanno stabilito fra una problematica e l’altra?

Bibliografia

Alcune norme redazionali

Note
IMPORTANTE: Per ogni affermazione fatta nel testo (tale storico ha detto che...; nel tal posto la situazione era diversa...; nel tale anno è avvenuto che ...; ecc.) lo studente deve indicare in nota la fonte, cioè da dove prende le notizie che gli permettono di fare la detta affermazione: da tal libro o tal articolo di uno storico (in tal caso deve indicare anche le pagine esatte dove si trovano queste notizie), da tal documento (indicare l’edizione), dal tal cronaca (idem), ecc.
In ogni pagina, di conseguenza, ci sono di solito più note.

Le note devono essere a piè di pagina (e non in fondo al capitolo).

Quando si riporta una parola o una frase di un libro/articolo, la parola o la frase vanno messe fra « ».
Nelle note i libri, saggi, articoli vanno sempre citati in forma abbreviata. La citazione completa di queste opere va inserita nella bibliografia alla fine del testo della tesi.

La citazione abbreviata deve comprendere: Cognome dell’autore, prime parole significative del titolo (in corsivo), pagine alle quali si rinvia

Esempio di citazione abbreviata nelle note:
Schino M., Il teatro di Eleonora Duse, pp. 23-24

Corrispondente citazione nella bibliografia finale:
Schino Mirella, Il teatro di Eleonora Duse. Nuova edizione riveduta e ampliata, Roma, Bulzoni, 2008.


Norme per le citazioni bibliografiche

(da seguire con molta attenzione)


A
Gli elementi della citazione bibliografica dei libri registrano nell'ordine:

1. nome e cognome dell'autore, titolo (in corsivo), luogo, casa editrice, anno di edizione. Per facilitare l’ordinamento alfabetico è anche possibile mettere il nome dell’autore dopo il cognome.
Se il libro ha un curatore, il nome del curatore va messo dopo il titolo e preceduto da: a cura di

B
Gli elementi della citazione bibliografica degli articoli pubblicati all’interno di un libro registrano nell'ordine:

1. nome e cognome dell'autore (o viceversa), titolo dell’articolo (in corsivo), tutte le indicazioni relative al libro (come indicato sopra, e precedute da: in), e infine le pagine iniziali e finali dell’articolo.
Ad es.: Béatrice Picon-Vallin, I laboratori di Mejerchol’d, in Mirella Schino, Alchimisti della scena. Teatri laboratorio del Novecento europeo, Roma-Bari, Laterza, 2009, pp. 176-188.

C
Gli elementi della citazione bibliografica degli articoli pubblicati all’interno di una rivista registrano nell'ordine:

1. Nome e cognome dell'autore, titolo dell’articolo (in corsivo), il nome della rivista in tondo, tra virgolette “ ”, preceduto dalla preposizione “in”. Dopo il titolo della rivista va la virgola, poi il numero del fascicolo, seguito eventualmente dall’anno tra parentesi tonde; segue virgola, poi le pagine complessive:
Ad es.:
Ferdinando Taviani, Teatri di paranza, in “Teatro e Storia, n. 33 (2013), pp. 33-44.

 

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