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Attività di ricerca

L’attività di ricerca di Leonardo De Franceschi poggia su una base metodologica storico-critica, legata a uno studio filologico e filmologico applicato ai testi e ai contesti del cinema internazionale, perseguito con una cassetta degli attrezzi aperta ai filoni più importanti delle teorie del cinema, dallo strutturalismo al decostruzionismo, coltivando un’attenzione costante al dialogo interdisciplinare, intermediale e interculturale, una interrogazione permanente delle dinamiche di scambio fra modi di produzione e consumo e dinamiche di rappresentazione, e un particolare interesse per quell’area dei cultural studies che si è occupata della produzione e riflessione postcoloniale.  

Sul piano delle macroaree di studio, ha dedicato la propria attenzione in prevalenza all’analisi di testi e contesti che rinviano ad autori, pratiche e modi di rappresentazione dell’Africa, dei paesi arabi e delle diaspore: affianca infatti da anni, all’attività di organizzazione e promozione culturale portata avanti attraverso il festival Panaficana-Le mille Afriche del cinema a Roma (e già in precedenza, con esperienze di rassegne/sezioni curate per Massenzio e per la Mostra di Pesaro), e il portale-rivista on line Cinemafrica-Africa e diaspore nel cinema(www.cinemafrica.org), lo studio di cinematografie (Maghreb, Egitto) e autori dell’area africana e araba (Kamal Al Sheikh, Shadi Abdu Al Salam, Jillali Ferhati, Nouri Bouzid), nonché di esperienze del cinema delle e sulle diaspore africane in Francia, cui ha dedicato monografie e saggi, talvolta tradotti in francese o in spagnolo.

Da anni si occupa con costanza di cinema italiano, con un interesse prevalente per testi e contesti dal dopoguerra ad oggi, autori della generazione neorealista e postneorealista come Luchino Visconti, Roberto Rossellini, Mario Monicelli. Facendo tesoro della formazione dottorale e dell’esperienza di collaborazione a convegni organizzati dal Dipartimento Comunicazione e Spettacolo, ha avuto modo di interessarsi all’area di riflessione sui rapporti fra il cinema, le altre arti e le altre forme di comunicazione multimediale, curando in particolare il volume che raccoglie gli atti del convegno Transfigurazioni. La pittura nel cinema (2001), edito nel 2003 da Lindau.

L’analisi dei modi di rappresentazione, suffragata da metodologie aperte alle scienze sociali e applicata a luoghi, culture e società di area africana e araba, ha attivato un’attenzione particolare sul trattamento dello spazio, privato e pubblico, urbano ed extraurbano. Da alcuni anni, sulla scorta di un interesse per le forme di espressione performative e della prossemica, si occupa di figure e pratiche attoriali, con particolare riferimento al cinema italiano moderno e contemporaneo.

Negli ultimi anni, si è attivato per contribuire all'elaborazione di una piattaforma di studi postcoloniali di cinema, cercando interlocutori e interlocutrici in Italia e all'estero, dentro e fuori il settore scientifico d'appartenenza. L'interesse per l'approccio postcoloniale è stato declinato con un'attenzione specifica alla postcolonialità italiana, e un'apertura teorica agli studi sulla razza e sulla multiculturalità, mediata da un orientamento intersezionale e da un'interrogazione costante sulle problematiche della traduzione culturale.

 

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Direttore: prof. Paolo D'Angelo
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Dipartimento di Filosofia Comunicazione e Spettacolo (Fil.Co.Spe.) - Università degli Studi Roma Tre
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